Bijoux e lavoro: come sceglierli quando hai una divisa (e i piedi che bruciano)

C'è un tipo di donna che conosco bene. Si sveglia presto, indossa la divisa, sorride per ore anche quando è stanca, porta vassoi, risponde a mille richieste e alla fine del turno ha ancora la schiena dritta, anche se dentro vorrebbe solo sedersi.

È la cameriera ai piani. La receptionist. La barista del mattino. Chi lavora a contatto con il pubblico, con un dress code preciso e poco spazio per esprimersi.

Sì, ho lavorato in hotel. E sono sopravvissuta a responsabili con la puzza sotto il naso, quelli che ce l'avevano fatta, erano lì, controllavano, e tu eri solo il prossimo numero da distruggere. La voce che ti chiama perché esteticamente quella camera non piace, quindi bisogna rifarla da capo.

Ma anche con la divisa addosso, sei tu. E un piccolo dettaglio può fare tutta la differenza, sempre se la tua cooperativa te lo permette.

Quando ci lavoravo io non si potevano indossare piercing visibili, unghie in gel, smalto, tatuaggi a vista, anelli, bracciali, profumo. Le regole erano chiare e i controlli pure. Ma sotto la cuffietta nascondevo earcuff e orecchini, e la collana stava sotto la divisa. Nessuno guardava abbastanza da vicino.

Cosa funziona davvero (e cosa no)

Partiamo da quello che non funziona in certi ambienti di lavoro: anelli e bracciali sono quasi sempre vietati per ragioni igieniche, soprattutto in cucina, ai piani o in qualsiasi contesto a contatto con biancheria e superfici. Le cavigliere, per quanto discrete, possono essere problematiche se indossi calze o se il regolamento è rigido. Meglio non rischiare.

Quello che invece passa inosservato e ti fa sentire te stessa lo stesso:

Gli orecchini a lobo piccoli, punti luce o quelli che si agganciano senza pendere: discreti, fermi, non si impigliano in nulla. Con i capelli raccolti si vedono appena, ma ci sono.

Gli earcuff sono perfetti: si posizionano sul padiglione auricolare, non richiedono il foro, e con i capelli raccolti o la cuffietta si nascondono benissimo. Nessuno li nota, ma tu sì.

Le collane sottilissime, quelle quasi invisibili, che stanno sotto il colletto della divisa. Una catenina delicata con un piccolo ciondolo che senti sul petto durante tutto il turno e che è solo tua.

Il materiale conta (soprattutto se lavori tutto il giorno)

Quando sei in piedi per otto ore, ti lavi le mani venti volte, magari a contatto con prodotti per la pulizia, il bijoux deve reggere senza annerire la pelle o irritarla.

L'acciaio inossidabile 316L è quello che consiglio sempre in questi casi. Non si ossida, non annerisce la pelle, non provoca reazioni anche dopo ore di utilizzo intenso. È ipoallergenico e conforme alle normative europee sulle sostanze chimiche. Insomma: dura quanto te.

Un piccolo gesto, un grande significato

Scegliere un bijoux da portare al lavoro non è una cosa frivola. È un modo per ricordarti, anche nel mezzo di un turno pesante e sotto lo sguardo di chi ti controlla, che sotto quella divisa c'è una persona con un gusto, uno stile, una storia.

Non serve molto. A volte basta una catenina che senti sul petto mentre sorridi al cliente numero quarantasette della giornata, o la decima stanza da pulire.

Sei tu. Anche con la divisa. Anche con la cuffietta.

Torna al blog