Allergia al nichel e bijoux: cosa succede davvero sulla tua pelle
Prurito, rossore, piccole bolle dopo aver indossato un bijoux. Se ti è capitato, probabilmente hai già sentito dire "è il nichel". Ma cosa significa esattamente? E come fai a sapere se un bijoux ti darà problemi o no?
Cos'è il nichel e perché è nei bijoux
Il nichel è un metallo molto usato nell'industria perché è economico, resistente e si lega facilmente con altri metalli. In passato era comunissimo nei bijoux: nelle leghe di acciaio, nell'ottone, nelle placcature.
Il problema è che è anche uno degli allergeni da contatto più diffusi al mondo. Si stima che circa il 10-15% della popolazione sia sensibile al nichel, con una percentuale più alta nelle donne, probabilmente per via dell'uso prolungato di bijoux fin da giovani.
Come funziona l'allergia
Non è una reazione immediata come quella alle api. L'allergia al nichel è una dermatite da contatto, che si sviluppa nel tempo. La prima volta che entri in contatto con il nichel non succede nulla di visibile. Ma il sistema immunitario "memorizza" la sostanza. Alle esposizioni successive, scatta la reazione: prurito, arrossamento, piccole vescicole nella zona di contatto.
Una volta sviluppata, l'allergia non passa. Si gestisce evitando il contatto.
La normativa europea sul nichel
L'Unione Europea ha regolamentato il nichel nei bijoux con il Regolamento REACH. I limiti sono:
- Parti a contatto diretto con la pelle (orecchini, anelli, bracciali, chiusure): massimo 0,5 microgrammi per centimetro quadrato per settimana di rilascio.
- Parti con rivestimento (placcature): il rivestimento deve essere sufficiente a garantire che il nichel non venga rilasciato oltre i limiti per almeno due anni di uso normale.
Questo non significa che i bijoux conformi al REACH non contengano nichel: significa che il rilascio è entro i limiti considerati sicuri per la maggior parte delle persone. Chi ha un'allergia già sviluppata può comunque reagire anche a quantità minime.
Acciaio 316L e nichel: la verità
Qui c'è spesso confusione. L'acciaio inossidabile 316L contiene nichel nella sua composizione (circa 10-14%). Eppure è classificato come ipoallergenico. Come è possibile?
La risposta sta nella struttura del metallo. Nell'acciaio 316L il nichel è legato chimicamente agli altri elementi in modo molto stabile. Non si rilascia facilmente a contatto con il sudore o i liquidi corporei. I test di rilascio mostrano valori ben al di sotto dei limiti REACH.
L'ottone, invece, non contiene nichel nella sua composizione base (è una lega di rame e zinco). Ma alcune leghe di ottone di qualità inferiore possono contenere nichel come additivo, e le placcature possono variare.
Come scegliere se sei sensibile al nichel
Se hai già avuto reazioni, questi sono i criteri da seguire:
- Cerca bijoux con base in acciaio inossidabile 316L certificato.
- Evita bijoux che non specificano la composizione del metallo base.
- Fai attenzione alle chiusure e ai ganci degli orecchini: sono le parti a contatto più prolungato con la pelle.
- Se la placcatura si consuma, il metallo base torna a contatto con la pelle: sostituisci il bijoux o smetti di indossarlo.
Nota di trasparenza
I bijoux Diabolicamente Accessori in acciaio inossidabile 316L sono conformi al Regolamento REACH sul rilascio di nichel. Come indicato nella scheda di ogni prodotto, l'acciaio 316L contiene nichel in tracce nella sua composizione, ma entro i limiti previsti dalla normativa europea. Chi ha un'allergia al nichel già diagnosticata dovrebbe consultare il proprio medico prima di indossare qualsiasi bijoux, anche ipoallergenico.